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I veggenti.
Come Nostra Signora predisse a
Fatima, Francisco e Jacinta Martos morirono alcuni anni dopo le
apparizioni e sono stati il 13 Maggio 2000 beatificati dal Santo Padre Giovanni
Paolo II.
FRANCISCO MARTO
nacque l'11 giugno del 1908 da Manuel e Olimpia de Jesus Martos ed era fratello maggiore
di Jacinta e cugino di primo grado di Lucia Dos Santos. All'epoca delle apparizioni aveva
nove anni. Durante le apparizioni dell'Angelo e della Beata Vergine, egli vide tutto, ma,
diversamente dalle sue due compagne, non gli fu permesso di udire le parole che venivano
dette. Quando, durante la prima apparizione, Lucia chiese se Francisco sarebbe andato in
Cielo, Nostra Signora replicò: "Sì, egli vi andrà, ma deve recitare il Rosario
molte volte". Sapendo che presto sarebbe stato chiamato in Paradiso, Francisco
mostrava scarso interesse nel seguire le lezioni. Spesso, quando arrivava in prossimità
della scuola, diceva a Lucia e a Jacinta: "Andate voi. Io andrò in chiesa a tenere
compagnia a Gesù nascosto" (il Santissimo Sacramento). Nell'ottobre del 1918
Francisco si ammalò gravemente. Ai suoi familiari che gli assicuravano che sarebbe
sopravvissuto alla malattia, egli rispondeva con fermezza: "E' inutile. Nostra
Signora mi vuole con Lei in Cielo!". Nel corso della sua malattia egli continuò a
offrire costantemente sacrifici per consolare Gesù, offeso da così tanti peccati.
"Mi resta solo poco tempo prima di andare in Cielo" disse un giorno a Lucia.
"Lassù consolerò moltissimo Nostro Signore e Nostra Signora; Jacinta pregherà
moltissimo per i peccatori, per il Santo Padre e per te. Tu rimarrai qui perché Nostra
Signora lo desidera. Ascolta, fa' tutto ciò che Lei ti dice". Quando la malattia
peggiorò e minò la sua salute prima vigorosa, Francisco non ebbe più la forza di
recitare il Rosario. "Mamma, non posso più dire il Rosario", chiamò un giorno
ad alta voce "è come se la mia testa fosse tra le nuvole..." Persino quando la
sua forza fisica diminuì, la sua mente rimase ferma sull'Eterno. Non essendo abbastanza forte per pregare, chiese a
Lucia e a Jacinta di recitare il Rosario ad alta voce per poterlo seguire con il cuore.
Due giorni dopo, prossimo alla fine, egli esclamò: "Guarda, mamma, guarda, una luce
così bella, lì vicino alla porta". Verso le 10 di sera, il 4 aprile 1919, dopo aver
chiesto che tutte le sue offese venissero perdonate, morì serenamente, senza alcun segno
di sofferenza, senza agonia, e il suo viso riluceva di una luce angelica. Nelle sue
Memorie, descrivendo la morte del giovane cugino, Lucia scrive: "Egli è volato in
Cielo tra le braccia della nostra Madre Celeste".
JACINTA MARTO nacque l'11 marzo 1910. All'epoca delle apparizioni aveva sette
anni ed era la più giovane dei veggenti. Durante le apparizioni vide e udì ogni cosa, ma
non parlò né all'Angelo né alla Madre di Dio. Intelligente e molto sensibile, rimase
profondamente impressionata quando udì la Beata Vergine dichiarare che Gesù era molto
offeso dal peccato. Dopo aver visto la visione dell'inferno, decise di dedicarsi
completamente alla salvezza delle anime. La notte della prima apparizione della Madonna (13 maggio 1917), fu Jacinta che, nonostante le
promesse che aveva fatto a Lucia, rivelò il segreto dell'apparizione a sua madre:
"Mamma, oggi ho visto la Madonna a Cova da Iria. Oh, che bella Signora!" Più
tardi, il Cielo diede a Jacinta l'ulteriore grazia di due potenti visioni del Santo Padre:
un Papa sofferente per le persecuzioni attuate contro la Chiesa e anche per le guerre e le
distruzioni che sconvolgevano il mondo. "Povero Santo Padre" diceva Jacinta
"c'è un grande bisogno di pregare per lui". Per liberare le anime dal
fuoco dell'inferno, Jacinta faceva dei sacrifici spontaneamente. Nell'intenso calore
dell'estate, smise di bere acqua. Come sacrificio alla Gloria del Signore, offriva la sua
merenda a bambini persino più poveri di lei. Per salvare le anime, essa si fece carico
del dolore provocato dall'indossare un pezzo di ruvida corda annodata sulla nuda pelle.
Sopportava le spossanti domande e gli insulti degli
increduli
senza il minimo lamento. "Se solo potessi mostrare l'inferno ai peccatori!"
diceva, "come sarei felice se tutti potessero andare in Paradiso".
Lanno successivo alle apparizioni alla Cova da Iria iniziò la malattia che
l'avrebbe condotta alla morte. Prima giunse una bronco-polmonite, poi un ascesso ai
polmoni ed entrambi la fecero soffrire intensamente. Eppure dal suo letto d'ospedale ella
dichiarava allegramente che la sua malattia era solo una nuova opportunità di soffrire
per la conversione dei peccatori.
Dopo due mesi di ospedale fece ritorno a casa dopo di che venne scoperta sul suo petto una
ferita ulcerosa. Subito dopo le venne diagnosticata la tubercolosi. Nel corso dell'anno
successivo ella sofferse gravemente per Nostra Signora. Nel febbraio del 1920 venne
trasportata d'urgenza in un altro ospedale, questa volta a Lisbona. Deperita fino a
sembrare un vero e proprio scheletro e morendo senza la presenza dei suoi diletti genitori
o di Lucia, ella si consolò con il pensiero che anche questo era un'altra opportunità di
offrire le sue sofferenze per i peccatori La notte del 20 febbraio 1920, infine, si attuò
la promessa della "Signora più brillante del sole": "Sono venuta per
portarti con me in Paradiso".
Come
Francisco, Jacinta giace sepolta nella grande Basilica di Nostra Signora di Fatima.
LUCIA
DOS SANTOS nacque
il 22 marzo 1907 da Antonio e Maria Rosa dos Santos. Cugina di Francisco e Jacinta, era la
più giovane di sette tra fratelli e sorelle e la più grande dei tre pastorelli. Le sue sofferenze iniziarono immediatamente dopo
la prima apparizione della Vergine. Ella divenne il principale bersaglio delle critiche da
parte di familiari ed amici al punto da essere fortemente riluttante a tornare ancora alla
Cova da Iria per l'appuntamento con Nostra Signora il 13 luglio. Il prete della parrocchia
di Fatima insinuò realmente che lei potesse essere un "piccolo strumento del
diavolo". Fu soltanto per l'insistenza degli altri veggenti che vinse le sue paure e
si recò alla Cova come la Beata Vergine aveva chiesto. L'altro grande momento di
sofferenza di Lucia fu quando Nostra Signora le disse che avrebbe portato presto Francisco
e Jacinta in Cielo e la informò che sarebbe rimasta sola sulla terra a diffondere la
devozione all'Immacolato Cuore di Maria. Fu Lucia a parlare con nostra Madre, che
presentò delle richieste di favori da parte di così tante persone e che richiese un
miracolo, cosicché tutti avrebbero creduto alle apparizioni.
Nel 1921, su decisione
del Vescovo di Leiria (la Diocesi di Fatima), Lucia fu mandata via dal villaggio di
Aljustrel e condotta immediatamente dalle Sorelle Dorotee di Villar a Oporto. Si riteneva
che la sua presenza a Fatima potesse ostacolare l'imparzialità delle indagini che vennero
intraprese per accertare la validità delle apparizioni. Inoltre la quattordicenne Lucia
era stata soggetta a domande e tormenti quasi continui sia da parte di amici che di nemici
delle apparizioni. Nel 1928 Lucia divenne una sorella di Santa Dorotea e, nel 1946, dopo
una breve visita a Fatima, entrò nel convento delle Sorelle Carmelitane di Coimbra con il nome di Santa Maria Lucia del Cuore Immacolato. Nostra Madre chiese
anche di diffondere i Cinque Primi Sabati del Mese. |